C’è un cascinale nascosto tra gli alberi, sulla cima di una piccola altura, dove il tempo sembra essersi fermato dietro finestre rotte e stanze consumate. In questo shooting la luce entra a lame, sfiora i muri rovinati, attraversa vecchie porte, bottiglie dimenticate e corridoi in ombra dove la figura femminile diventa parte del luogo: sensuale ed , inquieta, quasi segreta. Il fumo rosso aggiunge una presenza irreale, come se qualcosa stesse apparendo o scomparendo dentro la casa insieme agli sguardi. Tra pelle, pizzo nero, polvere e silenzio, il cascinale smette di essere un rudere e diventa un confine, dove la presenza è già entrata.