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Nei depositi del vecchio stabilimento
Villa Nova anno 1600
Le origini della villa risalgono alla metà del XVI secolo – a dimostrarlo è un disegno di E. Danti del 1578 - e furono i G. a farla costruire. Questa famiglia, che compare nei documenti già a partire dall'anno Mille, è nota per avere sempre ricoperto posizioni di prestigio nelle vicende della città. Furono infatti tra i primi a ricoprire un seggio nel Senato cittadino nel 1466 e lo conservarono quasi ininterrottamente fino alla soppressione napoleonica. Le proprietà erano numerose e la Villa Nova dei G. era una tra le più rinomate. Si tratta di un notevole esempio di insediamento suburbano di origine cinquecentesca, organizzato secondo i criteri compositivi tipici del "giardino-campagna", impostato su due assi ortogonali al cui incrocio si situa la villa padronale, circondata dal parco e dai fabbricati rurali di pertinenza. I quattro semiassi convergenti verso la villa sono tuttora individuabili nel viale alberato con doppio filare di pini che collega verso ovest la villa alla strada comunale, nel percorso rettilineo che si sviluppa verso nord, nel doppio filare di platani e aceri che si articola verso sud e, in continuità, dal filare di gelsi e viti che prosegue fino alla fascia arborea costeggiante il torrente.
Un'altra visita dal dottore
Villa Valbissera
Edificato su un poggio, il complesso ha l’aspetto di un convento in rovina, ma in realtà è una Villa ottocentesca, Villa Valbissera. Appartenuta a Giovanbattista Sommariva è circondata da preziosi e rigogliosi vigneti. E fu per questo che la Villa fu acquistata da Enrico Morini, magnate del vino, che voleva farne un resort dove si producesse e degustasse anche vino. Le cose però si misero male per la sua casa vinicola e d ha segnato il declino della Villa. I lavori si sono bloccati e Valbissera giace così da oltre vent’anni ridotta ad un autentico fantasma. Stessa sorte per la bella chiesa del podere dedicata a Sant’Eurosia, che nonostante i saccheggi e l’incuria mantiene ancora parte del suo antico fascino. Eurosia secondo la tradizione popolare era figlia di una nobile famiglia della provincia di Bayonne; si rifiutò di sposare un condottiero musulmano fuggendo in montagna e fu barbaramente uccisa dai suoi inseguitori. È probabile che il culto di Eurosia sia stato portato dai soldati spagnoli e dalla congregazione dei somaschi, che ha il suo centro nella diocesi di Bergamo. È possibile che nella vicenda si fondano preesistenti elementi pagani con leggende Eurosia era la santa che i soldati invocavano in battaglia diffondendone la fama. Era conosciuta come protettrice dei raccolti e invocata contro le tempeste. E forse è pensando a questo che la chiesa le fu intitolata, ma la Santa che ha il potere di arrestare le tempeste e difendere i raccolti nulla ha potuto contro la burocrazia e la negligenza umana.
Villa del Dottore
L'ultimo velo
Un tempo queste stanze erano vestite d'oro, di affreschi e di eleganza. Oggi il tempo ha consumato quasi tutto, lasciando soltanto frammenti di una bellezza che si ostina a resistere. Il corpo nudo di Vanessa incontra la luce, mentre i lunghissimi capelli scendono lungo la schiena come un mantello, un ultimo velo naturale tra la pelle e le ombre del palazzo.
Villa delle Vetrate
La fabbrica di Alluminio del 1926...
La vecchia miniera
In una vecchia miniera ricca di storia, una passione resiste al tempo.
Lettere dalla Villa del Dottore
La Villa del Dottore conserva ancora l’atmosfera fragile delle case abbandonate: stanze arredate, oggetti rimasti al loro posto, tracce di una vita interrotta. In questo shooting la figura femminile entra come una presenza privata, quasi rubata: capelli rossi, abito nero, libri aperti, ombre sulle pareti e una luce bassa che trasforma gli interni in una scena sospesa. Una serie più intima che teatrale, costruita sui dettagli: il camino, le scale, lo specchio, la polvere, il tempo.
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